MEDULLA

I greci dicevano che il dolore è un errore della mente.
E Medulla, ossia midollo, è un dolore, un dolore nero, un deliquio, che parte dal centro in cui si generano le cose ed è una intensa e minimale performance che si stringe sull’idea di perdono dall’errore, anche quando è un errore vitale che sporca inevitabilmente il bianco di noi col suo nero indelebile.
Il concept si tiene sull’esperienza che solo un altro da te può mettere fortezza intorno a un argine che hai rotto e che la materia psichica ha bisogno di defluire, di manifestare il suo oscuro, di piegare tutto e di rafforzarsi per il sostegno che la presenza di un altro opera.
Medulla manifesta la sua anima di sorellanza anche nell’oscuro, fino alle dinamiche del lavoro infatti la performance prende slancio da un’opera di Annalù Boeretto, una conchiglia enorme e bianchissima ( dal nome Nerea) , costruita per Tiziana Cera Rosco che ne ha composto poi il suono interno.
Entrambe sono impegnate fisicamente nell’azione performativa, quasi teatrale, che vede nel bianco e nero i colori dominanti della scena.