performances

QUAL E’ LA PAROLA.

Tiziana Cera Rosco performa l’ultima poesia di Beckett

Follia –
follia per verso –
per verso —
qual è la parola —
follia dopo questo —
tutto questo —
follia dopo tutto questo —
dato –
follia dato tutto questo –
vedere —
follia nel vedere tutto questo –
questo –
qual è la parola —
questo questo —
questo questo qua –
tutto questo questo qua —
follia dato tutto questo —
vedere —
follia nel vedere tutto questo questo qua —
per verso –
qual è la parola —
vedere –
intravedere —
parere di intravedere —
bisognare di parere di intravedere —
follia per bisognare di parere di intravedere —
che cosa —
qual è la parola —
e dove —
follia per bisognare di parere di intravedere che cosa dove —
dove –
qual è la parola —
là –
laggiù —
distante laggiù
lontano –
lontano distante laggiù —
dileguante —
dileguante distante lontano laggiù che cosa —
che cosa –
qual è la parola –
vedere tutto questo –
tutto questo questo —
tutto questo questo qua —
follia per vedere che cosa —
intravedere —
parere di intravedere —
bisognare di parere di intravedere –
dileguante distante lontano laggiù che cosa —
follia per bisognare di parere di intravedere dileguante distante lontano laggiù che cosa —
che cosa –
qual è la parola —

qual è la parola

(traduzione di Rosangela Barone)

MEDULLA

I greci dicevano che il dolore è un errore della mente.
E Medulla, ossia midollo, è un dolore, un dolore nero, un deliquio, che parte dal centro in cui si generano le cose ed è una intensa e minimale performance che si stringe sull’idea di perdono dall’errore, anche quando è un errore vitale che sporca inevitabilmente il bianco di noi col suo nero indelebile.
Il concept si tiene sull’esperienza che solo un altro da te può mettere fortezza intorno a un argine che hai rotto e che la materia psichica ha bisogno di defluire, di manifestare il suo oscuro, di piegare tutto e di rafforzarsi per il sostegno che la presenza di un altro opera.
Medulla manifesta la sua anima di sorellanza anche nell’oscuro, fino alle dinamiche del lavoro infatti la performance prende slancio da un’opera di Annalù Boeretto, una conchiglia enorme e bianchissima ( dal nome Nerea) , costruita per Tiziana Cera Rosco che ne ha composto poi il suono interno.
Entrambe sono impegnate fisicamente nell’azione performativa, quasi teatrale, che vede nel bianco e nero i colori dominanti della scena.