Opere

queste sono le stampe delle opere che trovate nella sezione Fotografie. sono stampe a carbone e che poi vengono lavorate a mano, con un procedimento che rende ogni opera, della stessa matrice, unica e irripetibile.
Quando ho iniziato a fotografare avevo un’immaginazione pittorica di suggestioni assolute, avevo Caravaggio. E fotografare era il modo breve per giungere a un quadro, al tempo eterno e all’attimo bloccato, a quel recesso, a quel remoto che una figura porta in sé; ma soffrivo dal centro delle mie mani, perché la stampa della fotografia, la stampa nuda e cruda, era come la dichiarazione di una disperazione senza che nulla venisse mediato. Desideravo intervenire con un principio di irriproducibilità che tenesse conto dell’irruzione anche delle mie mani non solo della visione e del mio corpo esposto. L’immagine da sola svelava troppo e così, con una tecnica di intervento che parte dalla stampa e usa i processi della lavorazione per legno, ho cercato una protezione delle opere, una velatura e una fenditura che le riaprisse diversamente, per creare un varco che permettesse di comprendere la fragilità che porta con sé una vita messa in opera. Sono arrivata così alla lavorazione di mille microcrepe che attestano che la materia della vita è vulnerabile e che la vulnerabilità ci rende leggibili come una mappa; anche questa, però, è una conoscenza apparente, perché in realtà tutte queste piccole lesioni salvano la figura da una lettura bruciante, da una lettura che vorrebbe toccare la figura come una retina fragile. Le lesioni proteggono la figura, il nudo della figura. Un piccolo velo cicatrizzato che rende il nudo intoccabile: io sono come vestita dal mio nudo. Ho sempre pensato che le figure emergano da un’oscurità e che, anche per questo, non sono mai immobili. Toccarle potrebbe farle ritornare indietro per sempre e quindi devo proteggerle.” dall’intervista Il Principio Del Corpo http://wsimag.com/it/arte/12446-il-principio-del-corpo