da Anatomia Del Solo

In qualunque luogo sarà il corpo
Là si raduneranno le aquile.
Per questo ti dico “Non Tremare”
“Non Tremare” sarà il tuo tuono.

Quando sarai morto, corpo mio,
perfettamente tenero
perfettamente quieto
perfettamente spaccato nel mezzo

Ricordati di me.
Raggiungimi.

Lo Studio

Studio Cera Rosco  via romagnosi 58 Piacenza

Studio Cera Rosco
via romagnosi 58
Piacenza

QUAL E’ LA PAROLA.

Tiziana Cera Rosco performa l’ultima poesia di Beckett

Follia –
follia per verso –
per verso —
qual è la parola —
follia dopo questo —
tutto questo —
follia dopo tutto questo —
dato –
follia dato tutto questo –
vedere —
follia nel vedere tutto questo –
questo –
qual è la parola —
questo questo —
questo questo qua –
tutto questo questo qua —
follia dato tutto questo —
vedere —
follia nel vedere tutto questo questo qua —
per verso –
qual è la parola —
vedere –
intravedere —
parere di intravedere —
bisognare di parere di intravedere —
follia per bisognare di parere di intravedere —
che cosa —
qual è la parola —
e dove —
follia per bisognare di parere di intravedere che cosa dove —
dove –
qual è la parola —
là –
laggiù —
distante laggiù
lontano –
lontano distante laggiù —
dileguante —
dileguante distante lontano laggiù che cosa —
che cosa –
qual è la parola –
vedere tutto questo –
tutto questo questo —
tutto questo questo qua —
follia per vedere che cosa —
intravedere —
parere di intravedere —
bisognare di parere di intravedere –
dileguante distante lontano laggiù che cosa —
follia per bisognare di parere di intravedere dileguante distante lontano laggiù che cosa —
che cosa –
qual è la parola —

qual è la parola

(traduzione di Rosangela Barone)

opere lavorate

858654_10200794159678972_709113306_oqueste sono le stampe delle opere che trovate nella sezione Fotografie. sono stampe a carbone e che poi vengono lavorate a mano, con un procedimento che rende ogni opera, della stessa matrice, unica e irripetibile.
Quando ho iniziato a fotografare avevo un’immaginazione pittorica di suggestioni assolute, avevo Caravaggio. E fotografare era il modo breve per giungere a un quadro, al tempo eterno e all’attimo bloccato, a quel recesso, a quel remoto che una figura porta in sé; ma soffrivo dal centro delle mie mani, perché la stampa della fotografia, la stampa nuda e cruda, era come la dichiarazione di una disperazione senza che nulla venisse mediato. Desideravo intervenire con un principio di irriproducibilità che tenesse conto dell’irruzione anche delle mie mani non solo della visione e del mio corpo esposto. L’immagine da sola svelava troppo e così, con una tecnica di intervento che parte dalla stampa e usa i processi della lavorazione per legno, ho cercato una protezione delle opere, una velatura e una fenditura che le riaprisse diversamente, per creare un varco che permettesse di comprendere la fragilità che porta con sé una vita messa in opera. Sono arrivata così alla lavorazione di mille microcrepe che attestano che la materia della vita è vulnerabile e che la vulnerabilità ci rende leggibili come una mappa; anche questa, però, è una conoscenza apparente, perché in realtà tutte queste piccole lesioni salvano la figura da una lettura bruciante, da una lettura che vorrebbe toccare la figura come una retina fragile. Le lesioni proteggono la figura, il nudo della figura. Un piccolo velo cicatrizzato che rende il nudo intoccabile: io sono come vestita dal mio nudo. Ho sempre pensato che le figure emergano da un’oscurità e che, anche per questo, non sono mai immobili. Toccarle potrebbe farle ritornare indietro per sempre e quindi devo proteggerle.” dall’intervista Il Principio Del Corpo http://wsimag.com/it/arte/12446-il-principio-del-corpo